BENESSERE INTESTINALE

LA COMUNICAZIONE MENTE - PANCIA

Il dr Emeran Mayer, gastroenterologo di fama mondiale e leader nel campo delle interazioni cervello - intestino, spiega che esiste un intenso scambio di informazioni fra il cervello, l'intestino e il microbiota intestinale (flora intestinale), che si protrae per ventiquattro ore al giorno, sia che tu dorma o sia sveglio,

dal giorno in cui nasci a quello in cui muori.

Tutta questa comunicazione non si limita a coordinare le tue funzioni digestive di base, ma esercita un impatto sulla nostra esperienza umana, che comprende come ci sentiamo, come prendiamo le nostre decisioni, come socializziamo e quanto mangiamo. Egli sostiene che viviamo in un'epoca senza precedenti, in cui ciò che mangiamo e beviamo è drammaticamente cambiato, un'epoca in cui siamo esposti a più sostanze chimiche e droghe di chiunque sia mai vissuto prima di noi. Stiamo cominciando a capire in che modo tali cambiamenti, insieme allo stress cronico, possono influire non solo sui microrganismi intestinali, ma anche sul loro complesso dialogo con l'intestino e il cervello. Queste conversazioni hanno un ruolo importante e consolidato nelle comuni sindromi del tratto gastrointestinale, oltre che in alcune forme di obesità. E stiamo cominciando a riconoscere in che modo le perturbazioni del mondo microbico intestinale possono inflenzare il nostro cervello. Studi recenti hanno associato interazioni alterate tra cervello, intestino e microbiota a disturbi cerebrali come depressione, ansia, autismo, Parkinson e perfino Alzheimer.
Ma anche quelli di noi che non soffrono di queste patologie possono migliorare la propria salute imparando ad ascoltare con attenzione questo vitale dialogo.

DISBIOSI INTESTINALE
La disbiosi intestinale è uno stato fisio-patologico che predispone, secondo numerosi studi,

a un gran numero di patologie.
Consiste in una alterazione degli enzimi e della flora batterica che vive all’interno dell’intestino, chiamata attualmente microbiota intestinale, che causa una serie di sintomi a carattere non solo intestinale ma anche extraintestinale. Tra questi, spiccano per frequenza gonfiore, stitichezza, diarrea,

riduzione della forza, malessere generale, cambiamenti dell’umore, disturbi del sonno,

fino ad arrivare nelle donne a cistiti frequenti e candida vaginale.


Gli studi scientifici più recenti e accreditati focalizzano la loro attenzione  su quella che viene considerata oggi la principale causa di numerose malattie, ovvero l’alterazione del microbiota intestinale.
Si tratta di un insieme di microganismi che colonizzano l'intestino umano arrivando a  costituire un vero e proprio organo con un peso totale di circa 1,5 kg, in grado di influenzare lo stato di salute o di malattia di ogni individuo.
 Le funzioni del microbiota intestinale vengono definite fin dalla nascita e condizionate non solo dal tipo di allattamento che riceve il bambino ma anche dallo stile di vita, tra cui spicca l’alimentazione: 

agiscono come barriera contro i patogeni, regolano l’assorbimento dei nutrienti,

la produzione dell’energia e lo sviluppo del sistema immunitario.
Ogni cambiamento (detto disbiosi) dell’equilibrio del microbiota intestinale (definito eubiosi) influisce negativamente sull’insorgenza e sull’andamento di molte malattie, tra cui obesità, allergie e intolleranze alimentari, patologie infiammatorie, cardiovascolari e metaboliche.

Pertanto, l’analisi del microbiota intestinale può essere considerata come un nuovo e olistico target per il trattamento nutrizionale e non farmacologico di una serie di condizioni patologiche, anche attraverso l’integrazione con probiotici e prebiotici.


Le cause della disbiosi intestinale vanno ricercate soprattutto nello stile di vita,

tra cui ricordiamo una alimentazione non equilibrata e ricca di prodotti industriali,

oppure una cattiva masticazione conseguente alla voracità.


Per questo uno dei principali rimedi a questa alterazione è correggere il proprio stile alimentare, non attraverso una dieta bensì attraverso un vero e proprio cambio di abitudini alimentari.


Oltre alla cattiva alimentazione, contribuiscono a questo stato patologico anche ritmi di vita e di lavoro stressanti, un alterato ritmo sonno-veglia, abitudine al fumo, alcool, sedentarietà, e uso ed abuso di farmaci, tra cui ricordiamo soprattutto i lassativi, abitualmente utilizzati per la stipsi, oppure le terapie antibiotiche.



PANCIA GONFIA E DIFFICOLTA' A PERDERE PESO

Soffrire di  fermentazioni e gonfiori ha una serie di conseguenze negative su tutto il corpo

fra cui la difficoltà a perdere peso corporeo.

Quando mangiamo, il cibo viene scomposto dall'azione degli enzimi digestivi con la collaborazione dei batteri che si trovano nel nostro intestino.

Sono questi ultimi i maggiori responsabili dell'avvio di processi fermentativi, che si verificano soprattutto con alimenti che contengono degli zuccheri e la cui conseguenza è la produzione di aria. In alcune particolari condizioni ( disbiosi intestinale, carenza di enzimi digestivi, errori alimentari, influenze ormonali) la quantità di aria aumenta e l'addome è continuamente dilatato e teso.


Avere la pancia gonfia non è soltanto un problema estetico,

ma potrebbe essere la spiegazione del perchè non si riesce a perdere peso.


Le principali conseguenze negative disbiosi intestinale fermentativa sono le seguenti:
    •    più grasso negli adipociti addominali, come effetto di una maggior assimilazione di zuccheri e grassi
    •    aumento della ritenzione idrica: le fermentazioni causano un maggior ristagno di scorie che l'organismo cerca di diluire, trattenendo i liquidi
    •    aumento dell'infiammazione, che rallenta il metabolismo




 

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